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La conoscenza impossibile

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L’alleanza, la solidarietà, il patto

La conoscenza impossibile

La relazione senza sistema. La psicanalisi e la cifrematica sono impossibili da conoscere

La psicanalisi e la cifrematica sono impossibili da conoscere. Anche da apprendere. La conoscenza e la conoscibilità sono fantasmatiche applicabili alla sistemistica o alla sistematica. Il sistema, in quanto circoscritto e finito si presta a ventilare l’idea di conoscenza. Come tentazione sostanzialista e mentalista. La stessa nozione di psiche umana ne è un seguito. La tentazione sostanzialista suprema è che il tempo finisca e ogni cosa sia ordinabile in una genealogia che possa prevedere il successore. Il tribale è il circoscritto: non tanto ciò che va intorno o che sta intorno nel movimento, ma ciò che è già scritto.

Il modo tribale è il modo seguito dal principio di padronanza che mira a governare le cose degli umani: la città, la società, la casa, la famiglia sottoposti all’idea di ontologia, ideale di essere, all’idea di nominabilità; a quell’idea che risponde al principio presunto comune, che si enuncia: “Per intenderci”; è il principio dell’accordarsi, del comprendersi, del condividere.

Il modo tribale esige l’accordo sul bene come fine comune e sul bene come movente comune: qui sorge la nozione di etica in uso corrente negli apparati, che richiama ognuno al bene, come minimo comune multiplo.

Il modo della parola, che si avvale del modo del due, del modo del tre, del modo del tempo per la direzione di ciascuna cosa verso la sua cifra, non si fonda né sul postulato del bene né su altri eventuali postulati. La stessa nozione di etica ne risente. E si tratta allora del compimento della struttura chiamata frase, in cui il desiderio indica il paradosso del significante che tende a scriversi e a compiersi. L’etica è il compimento di una tendenza che si chiama domanda quanto all’impossibile che ne caratterizza il funzionamento dei significanti.

Effetto dell’etica è il sapere.
E la legge della parola non è la legge divina o umana cui obbedire, ma è il compimento della struttura chiamata sintassi, in cui l’istinto indica il paradosso del nome che funzionando tende a scriversi e a compiersi. Effetto della legge è il senso.
La clinica è il compimento della struttura chiamata pragma in cui il bisogno indica l’occorrenza dell’Altro, con la sua molteplicità. La clinica è il compimento della tendenza che come domanda esige l’ascolto per andare in direzione della cifra.

Ciò esige il processo di qualificazione e i dispositivi intellettuali secondo la particolarità, con l’analisi. Questa struttura narrativa è linguistica e non controllabile o prevedibile. Esige l’analisi per udirne le istanze e la produzione. Allora l’atto indica la sua giustezza, con la scrittura e la lettura che si rivolgono alla cifra.

Ridicolo risulta così il tentativo di padronanza che si enuncia talvolta come programma di vita paradossale: “Fare ciò che desidero”. È proprio un pretesto per partire a indagare e analizzare il fantasma di padronanza sul suo versante frastico.
Senza l’analisi il fantasma di padronanza agisce verso ciò che si può chiamare “gli umani” per vincolarli in un sistema. Per realizzare il sistema degli umani è necessario negare l’apertura, con il suo principio di contraddizione che, consentendo il principio del tre, rende irrealizzabile il sistema.

La famiglia è la questione aperta. L’apertura con il suo modo, legame-slegame, dentro-fuori, positivo-negativo non consente la classificazione ma consente la procedura e la processione. Combinazione e combinatoria. Qual è la combinatoria della qualità? Non è prevedibile né ripetibile caso per caso. La relazione è la logica del due il cui modo è ossimorico e non esclusivo.

Il proposito di volere sapere prima di fare se una scelta sia giusta, se l’atto sia giusto, se le cose andranno bene è già nella negazione dell’apertura, negazione che ne indica la dicotomia e quindi l’introduzione dell’apertura come prospettiva, come possibilità, come prevedibilità. Togliendo l’apertura si avvia la procedura algebrica o geometrica di abolizione del tempo con tutti i tabù relativi dall’indecisione, al rimando, alla riserva, alla remora. Per via di alternativa. Sapere-non sapere. Paralisi pragmatica, ma anche sintattica e frastica.

Quando il fantasma di padronanza prevale e le conseguenti fantasie non sono analizzate non può instaurarsi il racconto, e la narrazione si fa misera o povera: narrazione di miserie e di povertà, di guai e di mali. In cerca di salvezza e in assenza dell’istanza di salute.
Ricerca e impresa. La fobia dell’impresa procede dalla negazione dell’Altro e la stessa ricerca diventa ricerca dell’agente responsabile; come la ricerca dell’agente patogeno per la medicologia.

Scetticismo, sfiducia, pessimismo, ottimismo sono indici del fantasma di padronanza. Non c’è relazione di parentela, nessuna relazione sociale, nessuna relazione fra umani o fra ruoli, nella parola. Sarebbe la relazione fra il padrone e lo schiavo. La relazione è il due con le sue proprietà, le sue virtù, il suo modo.


 



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