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Clinica e terapia

/Quarant’anni di cifrematica

Clinica e terapia

La clinica, in psicanalisi, si rivolge alla qualità della vita, non già del paziente, ma del cliente. Cliente è un termine molto interessante sia per la sua derivazione linguistica sia per il suo uso. (cluo o clueo, greco klyo, “ascolto”, kleo, “annuncio”). Nulla rispetto al termine “cliente” introduce il negativo, la negatività, la malattia o la salvezza. Il cliente, a partire da qualcosa avvertita come disagio, pone una questione che esige innanzitutto l’ascolto, esige di capire e d’intendere di cosa si tratti.

Quindi, il cliente esige l’instaurazione del dispositivo clinico: cogliere la piega di ciò che si dice: questa è la clinica. La clinica della parola. Per via di questa piega avviene l’acquisizione, l’acquisto. L’acquisizione procede dalla combinatoria infinita di nomi, significanti e Altro; per una sezione, per una piega, per la clinica ciascun termine trova il valore, in quel caso.

Caso specifico, caso unico, caso clinico. La semplicità giunge per questa via, quindi dalla complessità. Impossibile eludere la complessità: impossibile semplificare. Essenziale è il metodo analitico che mai può giungere alla sintesi, ma si rivolge alla cifra, che non è universale, né per tutti. Caratterizza, appunto, il caso di cifra.

E questo è lo specifico della psicanalisi, l’esperienza dove si tratta della qualificazione, del processo di qualificazione, del modo con cui ciascuna cosa, qualificandosi, approda alla cifra, approda al valore estremo; e dove si tratta della valorizzazione di ciò che si è intrapreso e s’intraprende.

Il cliente è in direzione dello statuto intellettuale. Il cliente esige lo statuto dell’ascolto, dell’obbedienza. Il cliente ode e lascia udire, intende e lascia intendere; chiama e annuncia, dà mandato per l’instaurazione del dispositivo. Nella sembianza.

Il cliente pone la questione della valorizzazione. Non si tratta, com’è ben chiaro, con il cliente, della variante civile o buonista del paziente, dell’utente o del cittadino, che sono altri modi per indicare il soggetto necessario all’apparato sociale del consumo; si tratta di una proprietà del dispositivo di valorizzazione. Il cliente esige il viaggio, l’avventura della parola.

Qualificazione e valorizzazione indicano con precisione qual è il processo nel viaggio, nell’itinerario in cui si tratta dell’esperienza della parola. Psicanalisi qui indica proprio quest’aspetto.
Allora, la questione è la valorizzazione della vita, non già la sua fine o il suo senso. Porsi la domanda sul senso della vita è situarsi in una posizione fatalistica, ontologizzante rispetto alla vita, come se il senso fosse qualcosa che c’è già. La vita senza ontologia è la parola stessa, che si struttura atto per atto e esige di scriversi in direzione della salute. Con la clinica.



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