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Ascoltare il sintomo

/Chi e come?

Ascoltare il sintomo

Ascoltare il sintomo esige il dispositivo narrativo. Quando un dettaglio, un episodio, un aneddoto entra nel racconto non è più come si credeva fosse accaduto, diviene altra cosa.

Quando qualcuno si reca per esempio dal medico e gli racconta i sintomi o i pretesti che l’hanno condotto lì, se il medico si attiene alla casistica, a ciò che la “letteratura medica” riporta di quel sintomo, quella persona è spacciata: entra nella letteratura come lettera morta, diventa un caso comune, per cui non verrà colta la specificità della domanda che l’ha condotta, tramite quel sintomo, dal medico.

Il medico non è l’impositore delle mani che guarisce magicamente, occorre sia interlocutore, dia indicazioni che tengono conto della specificità del caso, tenga conto delle implicazioni di quel sintomo e di altre cose che vi si combinano: il più delle volte il sintomo è un grido di allarme che esige di essere ascoltato. Come ascoltare il sintomo?

Il sintomo indica la necessità di una variazione, perché qualcosa in quella vita deve variare, perché c’è un’abitudine che opprime quella vita, volgendola a sistema.

Il sistema termodinamico punta all’equilibrio, ma quell’equilibrio è la morte: è noto che quando un sistema termodinamico giunge all’equilibrio muore. Questa è la questione che oggi la medicina occorre che intenda. La tecnologia medicologica, che esclude la medicina a favore del discorso sanitario, non fa che contare i decessi, mentre è sempre più raro che fornisca indicazioni di vita.

Con l’analisi, nell’esperienza della parola, si tratta d’indagare per capire da cosa sia prodotto il sintomo di cui c’è il lamento. E dove vada.

Senza analisi, c’è forse chi ascolti il racconto di quel sintomo e ne tenga conto? Ascoltare esige il criterio intellettuale, che non è quello adottato da chi si lamenta e basta esigendo il rimedio standard o da chi esorta a pensare positivo, a escludere il male e accogliere solo l’idea di bene.

Che cosa deve pensare chi deve pensare positivo? Non può pensare, deve eliminare il cervello, eliminare il pensiero, escludere ciò che può sembrare negativo per aderire a una mentalità, nella rarefazione delle idee, anziché interrogarsi sull’abbondanza dei loro risvolti, differenti e vari.



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