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Il blog di Ruggero Chinaglia

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22Giu2015

Il disagio, la difficoltà, lo stress e l’abuso di sostanze psicoattive

  • Di Ruggero Chinaglia
  • 5 Tag

Mercoledì 24 giugno 2015, alle ore 20,45 nella Sala E. Ferazza del Quartiere 3 Est, in Via Boccaccio, 80, a Padova, dibattito pubblico sull’abuso di droghe e psicofarmaci

Il disagio, la difficoltà, lo stress e l’abuso di sostanze psicoattive

Manifesto disagio-difficolta-stress

Questo dibattito, il sesto sulla questione dell’abuso di sostanze psicoattive, in connessione a differenti temi e questioni che ne possono costituire il pretesto, è organizzato dall’Associazione cifrematica di Padova con il Patrocinio del Comune di Padova.

Intervengono

  • Fabio Beltempo, segretario provinciale dell’Unione generale del lavoro
  • Ruggero Chinaglia, psichiatra, cifrematico
  • Stefano Grigoletto, farmacista, assessore del Comune di Padova
  • Arianna Silvestrini, psicanalista

In questa epoca, che sempre più tende all’uniformità, alcune parole sembrano avere perso la loro specificità, per assumere un significato vago e generico, ma che tutti accettano, senza ben comprendere e senza indagare. Disagio, difficoltà, stress rientrano fra queste parole, che hanno la caratteristica di essere ritenute indici di una negatività accomunante e diffusa.

La cosa preoccupante è che disagio, difficoltà, stress non sono più considerate parole che esigono il racconto per essere descritte e chiarite, ma sono diventate nell’uso, nomi di malattia. Chi dice disagio, difficoltà, stress è ritenuto sottintendere disturbo, malattia, patologia e così passa per malato chi riferisce di avvertire disagio, difficoltà, stress nella sua famiglia, nello studio, nel suo lavoro, nelle relazioni amorose o personali, quanto alla sessualità, nelle decisioni da prendere per l’avvenire o nella professione.

Il rimedio più comune, sia nel modo assai diffuso del “fai da te”, sia in altre forme d’intervento, è ritenuto essere l’assunzione di qualche sostanza che dovrebbe alleviare o debellare il malessere. Il risultato è che la domanda di chiarimento che il disagio, la difficoltà, lo stress producono, sempre più spesso è lasciata cadere, a favore di una presunta panacea comune, costituita dall’assunzione di sostanze che non forniscono né risposte né chiarimenti. Il problema ha una tale vastità che esige di entrare diffusamente nel dibattito culturale.


 



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